Attacchi di panico.
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IL DISTURBO DI PANICO

Decorso

 

         Il disturbo di panico è una condizione estremamente diffusa, con una tendenza a diventare cronica (Gordeev, 2008). In molti casi si presenta come un disturbo cronico che, nel tempo, tende a sfumare e calare di gravità (Sarti et. al., 2000).

         Il decorso usuale appare infatti cronico, ma costituito anche da alti e bassi. Alcuni individui possono soffrire di crisi episodiche con intervalli di remissione di anni, ed altri possono presentare una sintomatologia grave in modo continuativo (DSM-IV-TR, 2001).

Se il decorso del disturbo è cronico, possono diventare frequenti anche gli attacchi di panico pausintomatici. (DSM-IV-TR, 2001).

         Sarti et al. (2000) descrivono un modello tipico di esordio, caratterizzato da attacchi di panico improvvisi e saltuari che progressivamente diventano più frequenti e vengono associati alla paura di sperimentare nuovi attacchi; da questo punto in poi, si riscontra, spesso, la concretizzazione e l'incremento, nel tempo, di comportamenti di evitamento dell'ansia.

         Nel disturbo di panico con agorafobia, in genere l' esordio dell'agorafobia si colloca entro il primo anno in cui si manifestano ricorrenti attacchi di panico. Il decorso dell'agorafobia all'interno di  questo disturbo è variabile: in alcuni casi la riduzione o scomparsa degli attacchi di panico può corrispondere ad una proporzionale riduzione o scomparsa dell'ansia o dell'evitamento agorafobico, mentre in altri casi l'agorafobia può cronicizzarsi indipendentemente dal decorso degli attacchi di panico (DSM-IV-TR, 2001).

Sembra che il decorso del disturbo di panico con agorafobia sia più grave e complicato rispetto a quello del disturbo di panico senza agorafobia (Sarti et al., 2000).

 

La classificazione di Takeuchi et al.     

          Un gruppo di studiosi giapponesi afferenti al dipartimento di psichiatria dell' Ichihara Hospital (Teikyo University School of Medicine, Chiba) hanno identificato quattro principali tipologie di disturbo di panico.

La classificazione proposta da questi autori (Takeuchi T. et al., 1992) è nata da osservazioni cliniche, che hanno portato all'individuazione di quattro categorie, suddivise in base a due criteri fondamentali: decorso clinico del disturbo e presenza di sintomi nevrotici o depressivi.

 

l        Tipo I, in cui l'unico sintomo manifestato è il singolo attacco di panico.

l        Tipo II, in cui gli attacchi di panico isolati si verificano frequentemente senza essere accompagnati da sintomi nevrotici o depressivi.

l        Tipo III, caratterizzato da attacchi di panico ricorrenti e un graduale sviluppo di sintomi nevrotici, come ansia anticipatoria, ansia generalizzata, agorafobia o ipocondria.

l        Tipo IV, che comprende tre sottocategorie: 

 

-         Tipo IV-1, in cui lo sviluppo di sintomi depressivi è secondario agli attacchi di panico e, con l'avanzare del decorso, la depressione maggiore arriva a coesistere con il disturbo di panico

-         Tipo IV-2, in cui il disturbo di panico si trasforma progressivamente in una depressione maggiore

-         Tipo IV-3, in cui gli attacchi di panico e i sintomi depressivi sono indipendenti gli uni dagli altri

 

         In merito alle conclusioni ricavate dallo studio di Takeuchi T. et al. (1992), condotto su un paziente maschio con un singolo attacco di panico e 92 pazienti con disturbo di panico, gli autori ipotizzano l'esistenza di un processo in cui alcuni pazienti che sperimentano attacchi di panico sviluppano in seguito varie reazioni che possono condurre a delle nevrosi.

         Gli autori, nel considerare i sintomi clinici ed il decorso del disturbo di panico, utilizzano il concetto teorico di nevrosi d'ansia, assumendo che la natura del legame tra disturbo di panico e nevrosi d'ansia è rintracciabile nel processo in cui i sintomi psicologici nevrotici appaiono secondariamente, sovrapponendosi agli iniziali sintomi biologici del disturbo di panico. Questo tipo di processo è definito dagli autori come “nevrotizzazione” (Takeuchi T. et al., 1992).

Secondo questa teoria, i sintomi nevrotici si manifestano quando i conflitti latenti vengono attivati attraverso l'abbassamento dei livelli di funzionalità fisiologica provocato dai ricorrenti attacchi di panico.

         Gli autori, nell'individuazione delle quattro categorie, hanno voluto considerare anche la comorbidità con la depressione , poiché da numerose ricerche è emersa una significativa correlazione tra il disturbo di panico ed il disturbo depressivo (gli autori citano, a riguardo, lo studio di Breier et al., del 1985, sulle relazione tra disturbo di panico e depressione; le ricerche su comorbidità, efficacia degli antidepressivi e predisposti tratti di personalità condotte da Aizawa et al. nel 1985,  e lo studio di Leckmann et al., del 1983, sui fattori ereditari e familiari).

         Dallo studio di Takeuchi T. et al. (1992) emerge una principale caratteristica di eterogeneità appartenente al disturbo di panico.

La classificazione consente lo sviluppo di alcune riflessioni: il tipo I suggerisce che questo tipo di disturbo si manifesta anche nelle condizioni non cliniche e il tipo IV indica una relazione tra disturbo di panico e disturbi depressivi. Tuttavia, la maggior parte dei disturbi di panico viene classificata nel tipo III e nel tipo IV-1, che corrispondono alle descrizioni cliniche delle nevrosi d'ansia (Takeuchi T. et al.,1992).

 

 

 

 

2008 Adriano Legacci - Serena Terigi. Redazione  Pagine Blu degli Psicologi Psicoterapeuti

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