Atcchi di panico: dati sull'efficacia delle cur

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Attacco di Panico

Disturbo di panico

Diagnosi e terapia

Disturbo di panico (DAP). Dati sull'efficacia delle cure e dei trattamenti

Attacchi di panico Psicoterapia. Curare i disturbi di attacco di panicoRoth e Fonagy (1996) hanno raccolto numerose rassegne di meta-analisi attraverso cui è stata esaminata l'efficacia dei trattamenti per il disturbo di panico con e senza agorafobia.

Dai diversi e numerosi studi meta-analitici sono emersi dati interessanti, che raggiungono una coerenza significativa e quindi utile a una maggiore comprensione dell'efficacia dei vari trattamenti.

I soggetti con disturbo di panico con agorafobia sembrano avere miglioramenti leggermente inferiori a quelli riscontrati nei soggetti con disturbo di panico senza agorafobia.

 

 

La terapia psicoanalitica puo' ottenere in condizioni ottimali la remissione completa dei sintomi offrendo nel contempo al paziente strumenti atti a garantire la crescita personale e la maturazione emotiva.

Le terapie comportamentali che utilizzano tecniche di rilassamento e di esposizione sono risultate in particolar modo rilevanti per il trattamento dei sintomi fobici, con tassi di successo inferiori, ma comunque significativi, nel trattamento per il disturbo di panico. Le tecniche cognitive, invece, sembrano avere un impatto rilevante nel trattamento dei sintomi del panico.

I trattamenti cognitivi combinati con l'esposizione sono risultati efficaci per il disturbo di panico con agorafobia in 2/3 dei casi e per il disturbo di panico senza agorafobia nel 85% dei casi.

È interessante notare che il trattamento comportamentale e il trattamento cognitivo-comportamentale hanno dimostrato un impatto altamente significativo a livello statistico, ma che, negli studi presentati, la percentuale di guarigione completa dei pazienti è stimata tra 1/4 e 1/3 dei casi.

I dati hanno evidenziato inoltre che i trattamenti psicologici, rispetto a quelli farmacologici, provocano un miglioramento che, nel complesso, si mantiene nel tempo, mentre il trattamento farmacologico, se utilizzato da solo, produce un effetto terapeutico che generalmente diminuisce rapidamente dopo la sospensione e provoca facilmente delle ricadute.

I tassi di ricaduta sono inferiori per la terapia comportamentale e per la terapia cognitivo-comportamentale. Con la sospensione dei farmaci, i tassi di ricaduta sono più alti per le benzodiazepine e per l'imipramina, mentre sono altamente elevati per gli IMAO.

Le benzodiazepine, se impiegate da sole, hanno un impatto non significativo e, anche se somministrate in combinazione con il trattamento psicologico, contribuiscono scarsamente alla riuscita del trattamento. Gli antidepressivi, invece, nel caso del disturbo di panico, potrebbero migliorare gli effetti degli interventi psicologici.

In base ai risultati emersi dalle meta-analisi riportate, Roth e Fonagy (1996) affermano che, in linea generale, il disturbo di panico (con e senza agorafobia) risponde meglio al trattamento combinato in cui vengono adoperate tecniche cognitive e tecniche di esposizione. Gli autori suggeriscono che questo dovrebbe essere utilizzato come trattamento elettivo e che il rilassamento applicato potrebbe offrire un utile contributo aggiuntivo.

I tassi di successo sono inferiori nei casi particolarmente gravi di disturbo di panico con agorafobia; per il trattamento di queste condizioni più severe gli autori consigliano, fra tutti gli interventi, l'utilizzo di tecniche di esposizione eventualmente affiancate da una terapia cognitiva, che potrebbe aiutare il paziente a migliorare la sua capacità di affrontare il panico.

In aggiunta a queste considerazioni, gli autori ricordano comunque che, anche dopo i trattamenti considerati più efficaci, una considerevole percentuale di pazienti, confrontati con un campione sano, continuerà a presentare dei disturbi. In tal senso la terapia psicoanalitica, talvolta di durata maggiore rispetto ad altre, è in grado di offrire maggiori garanzie di stabilità nel tempo rispetto ai risultati raggiunti.


 


A cura di: Adriano Legacci e Serena Terigi. Redazione Pagine Blu degli Psicologi Psicoterapeuti